Maria Cancilleri

ci racconta un po’ di sé, del suo cammino vocazionale in vista della sua imminente professione religiosa nella famiglia delle Suore Canossiane.
primo piano di Maria Cancilleri nella chiesa di san Francesco

Maria Cancilleri nella chiesa di san Francesco

Ciao, sono Maria, e da due anni abito qui a Padova, presso le madri Canossiane in quanto mi sto preparando per dire il mio sì a seguire Gesù casto, povero ed obbediente tra le Figlie della Carità, Serve dei poveri (madri Canossiane).
In attesa di un evento tanto speciale per me desidero condividere con voi quanto porto nel mio cuore.
Facendo un bel salto indietro nel tempo, comincio col dire che nella mia vita tutto sembrava essere “perfetto” e tutto andava secondo i miei piani, eppure… qualcosa non andava bene! Avevo tutto nel mio paese in provincia di Caltanissetta (Sicilia): famiglia, amici, lavoro, affetti, indipendenza, ma quel tutto non bastava a riempire il vuoto che cresceva in me. Sperimentavo il non senso della vita! Cercavo quel “di più” che però non trovavo!
Dopo aver fatto un cammino di conoscenza personale con l’aiuto di una guida spirituale, sembrava essere tornata la serenità, ma ecco che di nuovo ho sentito forte in me quel senso di inquietudine! Un bel giorno mi è arrivata una proposta inaspettata: la missione in Africa! Non ho esitato a rispondere e sono partita per qualche mese in Congo. Un’esperienza molto bella, ma altrettanto forte!
Mi sono resa conto che io, che avevo tutto, vivevo il vuoto, e loro che realmente non avevano niente mostravano di avere tutto. Non capivo! Da dove veniva quella luce che brillava nei loro occhi?
Al rientro mi sono sentita spinta ad iniziare un cammino che mi avrebbe aiutata ad andare più in profondità, poiché desideravo dare un nome, una forma, un volto a quel vuoto.
Per fare questo il Signore mi chiedeva qualcosa di importante: cedere le redini della mia vita, fidarmi e affidarmi a lui. È iniziata una dura lotta! Lotta che ha assunto colori forti e dolorosi in due momenti particolari per la mia famiglia: in due mesi sono venuti a mancare prima mio fratello e subito dopo mia mamma!
Ed è proprio lì, nella mia fragilità, quando tutto sembrava arido e morto, che il Signore si è fatto presente e ha voluto parlare al mio cuore, per cominciarlo a plasmare; un po’ alla volta mi sono lasciata sorprendere dal suo modo di fare e ho cominciato ad arrendermi al Suo amore. Da allora non sono mancati forza, coraggio e soprattutto la speranza e il desiderio di ricominciare.

La provvidenza un giorno ha bussato alla porta e così sono partita alla volta di Verona per lavoro. Ho trovato alloggio dalle madri Canossiane e ho conosciuto Santa Maddalena di Canossa, la “loro” fondatrice. La sua storia mi è particolarmente cara per le tante vicende dolorose che anche lei ha vissuto e per il suo coraggio nel lasciare il prestigioso palazzo Canossa, il titolo nobiliare e tutto il patrimonio, per vivere l’avventura della carità intraprendendo, a cavallo tra Settecento e Ottocento, un cammino di condivisione e di promozione, per dire basta all’ingiustizia sociale e ai privilegi di classe. Sceglierà di vivere con radicalità il vangelo, a servizio delle persone povere. Per loro elabora un progetto educativo: essere l’espressione del cuore grande del Signore attraverso:

  • l’azione educativa (la scuola),
  • la formazione della coscienza cristiana (la catechesi) e
  • la solidarietà con chi è nella malattia e nella sofferenza (la pa-storale della salute).

A casa delle madri Canossiane ho sentito fin da subito di essere “come a casa” per il clima familiare e sereno che ho trovato. Ho iniziato a fare loro alcune domande percependo che la spiritualità canossiana un po’ mi apparteneva: qualcosa cominciava a crescere in me e una voce delicata risuonava nel mio cuore!
Qualcosa mi attirava… mi affascinava… qualcosa di “grande” ma che mi faceva anche paura!!! Ma Lui, vasaio instancabile, con delicatezza e tanta pazienza ha continuato la Sua opera modellando l’argilla del mio cuore!
La mia indole mi ha portato a interrogarmi, ma la presenza del Signore si faceva sempre più forte, una forza che mi spingeva a osare, a cercare quel “di più” che ancora non capivo (o forse non volevo capire). Così, oltre a portare avanti il mio lavoro, ho chiesto alle madri la possibilità di fare un cammino di discernimento vocazionale.
Intanto il mio approfondimento sulla figura di Maddalena continuava e ciò che mi ha particolarmente colpito è stato che, mentre lei contemplava Gesù in croce non si è fermata all’aspetto dolorifico, ma a Gesù spogliato di tutto eccetto che del Suo Amore. Lei ha contemplato e riconosciuto l’amore che Gesù ha per noi: un amore senza riserva e senza misura.
Diceva sempre: “Gesù non è amato, perché non è conosciuto”.
Dentro di me si è fatto sempre più forte il desiderio del dono di me stessa, per poter anch’io far conoscere il Signore perché altri si sentano amati e abbracciati dalla sua infinita tenerezza; il mio desiderio che ogni persona sperimenti quell’amore vero che solo Lui sa dare, così come io ho avuto il dono di sperimentare!
Oggi, quasi a conclusione del tempo privilegiato di formazione alla vita consacrata canossiana, mi preparo alla Prima Professione temporanea che sarà a Verona, in Casa Madre, domenica 25 settembre.
Con gioia dirò il mio Sì al Signore!
Da lui mi lascio consacrare perché la mia vita possa diventare sempre più segno del suo grande amore.
Desidero esprimere la mia gratitudine a tutti voi che appartenete a questa bella realtà parrocchiale: sono contenta di avervi fatto parte! Adesso sono chiamata a vivere concretamente la missione! Andrò a Foggia dove vi è una comunità di madri che, insieme ai laici, portano avanti vari progetti: attività educative, recupero bambini con disagio, corsi di formazione per ragazzi, attività parrocchiali…
A voi chiedo di accompagnarmi con la vostra preghiera, perché possa dire ogni giorno il mio Sì a Lui e a coloro a cui sono inviata con gioia ed entusiasmo.
Grazie di cuore! E buon cammino anche a voi, nella speranza di poter un giorno fare strada di nuovo insieme, qui a Padova!
Grazie!
Maria Cancilleri

un servitore prepara la tavola del padrone

Bollettino parrocchiale del 2 ottobre 2022

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». [Lc 17,5-10]

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