Olio degli infermi - San Francesco Grande - Padova

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LITURGIA
S. MESSA - UNZIONE DEGLI INFERMI- BENEDIZIONE EUCARISTICA -
PREGHIERE DI LIBERAZIONE E GUARIGIONE E BENEDIZIONE DEI BAMBINI
ore 16.00 santa Messa solenne

ore 17.00 Sacramento dell'Unzione degli Infermi

ore 17.15 Preghiere di Guarigione e Liberazione

ore 17.45 Benedizione dei Bambini
Con la sacra Unzione degli infermi e la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi, anzi li esorta a unirsi spontaneamente alla passione e alla morte di Cristo, per contribuire così al bene del popolo di Dio.

La malattia e la sofferenza sono sempre state tra i problemi più gravi che mettono alla prova la vita umana. Nella malattia l'uomo fa l'esperienza della propria impotenza, dei propri limiti e della propria finitezza. Ogni malattia può farci intravvedere la morte.

L'uomo dell'Antico Testamento vive la malattia di fronte a Dio. È davanti a Dio che egli versa le sue lacrime sulla propria malattia; è da lui, il Signore della vita e della morte, che egli implora la guarigione. La malattia diventa cammino di conversione e il perdono di Dio dà inizio alla guarigione. Israele sperimenta che la malattia è legata, in un modo misterioso, al peccato e al male, e che la fedeltà a Dio, secondo la sua Legge, ridona la vita: « Perché io sono il Signore, colui che ti guarisce! » (Es 15,26). Il profeta intuisce che la sofferenza può anche avere un valore redentivo per i peccati altrui. Infine Isaia annuncia che Dio farà sorgere per Sion un tempo in cui perdonerà ogni colpa e guarirà ogni malattia.

Commosso da tante sofferenze, Cristo non soltanto si lascia toccare dai malati, ma fa sue le loro miserie: « Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie » (Mt 8,17). Non ha guarito però tutti i malati. Le sue guarigioni erano segni della venuta del regno di Dio. Annunciavano una guarigione più radicale: la vittoria sul peccato e sulla morte attraverso la sua pasqua. Sulla croce, Cristo ha preso su di sé tutto il peso del male e ha tolto il « peccato del mondo » (Gv 1,29), di cui la malattia non è che una conseguenza. Con la sua passione e la sua morte sulla croce, Cristo ha dato un senso nuovo alla sofferenza: essa può ormai configurarci a lui e unirci alla sua passione redentrice.

Il Signore risorto rinnova questo invio (« Nel mio nome [...] imporranno le mani ai malati e questi guariranno »: Mc 16,17-18) e lo conferma per mezzo dei segni che la Chiesa compie invocando il suo nome. Questi segni manifestano in modo speciale che Gesù è veramente « Dio che salva ».
L'Unzione degli infermi « non è il sacramento soltanto di coloro che sono in fin di vita. Perciò il tempo opportuno per riceverla si ha certamente già quando il fedele, per malattia o per vecchiaia, incomincia ad essere in pericolo di morte »

Se un malato che ha ricevuto l'Unzione riacquista la salute, può, in caso di un'altra grave malattia, ricevere nuovamente questo sacramento. Nel corso della stessa malattia il sacramento può essere ripetuto se si verifica un peggioramento. È opportuno ricevere l'Unzione degli infermi prima di un intervento chirurgico rischioso. Lo stesso vale per le persone anziane la cui debolezza si accentua.

Come tutti i sacramenti, l'Unzione degli infermi è una celebrazione liturgica e comunitaria, sia che abbia luogo in famiglia, all'ospedale o in chiesa, per un solo malato o per un gruppo di infermi. È molto opportuno che sia celebrata durante l'Eucaristia, memoriale della pasqua del Signore. Se le circostanze lo consigliano, la celebrazione del sacramento può essere preceduta dal sacramento della Penitenza e seguita da quello dell'Eucaristia. In quanto sacramento della pasqua di Cristo, l'Eucaristia dovrebbe sempre essere l'ultimo sacramento del pellegrinaggio terreno, il « viatico » per il « passaggio » alla vita eterna.
Scacciare i demoni è un potere dato da Cristo a coloro che in Lui crederanno , un potere basato sulla fede e sulla preghiera e sul digiuno che può essere esercitato sia da singoli che da comunità.
Sgombriamo subito il campo da eventuali possibili equivoci : non bisogna confondere questo potere, attribuito alla fede, alla preghiera ed al digiuno, con l 'esorcismo, che è un sacramentale, che è possibile solo ai sacerdoti espressamente autorizzati dai rispettivi vescovi.
Dunque ogni credente può pregare per la liberazione, sua e dei fratelli, unendosi anche a gruppi che abbiano questo scopo : è necessaria tanta fede, tanta preghiera, tanta penitenza e soprattutto perseveranza.

Nella preghiera di liberazione possiamo identificare due estremi : alcuni non accettano la sua efficacia perché non credono che il demonio ci inganni e ci soggioghi. Negano la sua esistenza e di conseguenza la sua nefasta influenza sulle nostre vite.
Così facendo, come già esposto, non si rendono conto che non credendo nell'esistenza del demonio sono già cadute vittime dei suoi inganni.
L'altro estremo, non meno importante, è convincersi che la liberazione totale si otterrà con una semplice preghiera di guarigione e liberazione che elimini il male che è in noi.
Benedizione dei bambini

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, illumina con la tua luce le anime di questi bambini;
accresci in loro la Fede; mantieni il candore della loro purezza;
riscalda il loro cuore con il fuoco del tuo amore.
Ti preghiamo, o nostra speranza, di renderli degni di lodare ogni giorno il tuo Figlio Gesù,
di ascoltarlo e di servirlo fedelmente.
Accetta oggi la loro offerta e consacrazione.
Accogli, o Madre di Dio, questi nostri figli sotto la tua protezione materna.
Custodisci la loro mente, il cuore, la volontà e la loro libertà.
Ti affidiamo la loro crescita spirituale, i loro studi,
le loro numerose necessità che incontreranno sul cammino della vita.
A Te, Maria, affidiamo la loro fanciullezza di oggi, la giovinezza di domani e l'età adulta del futuro.
Perché si preparino con assiduità ad essere i collaboratori di Gesù nel costruire la Chiesa
e la società di domani.
Provvedi Tu, o Madre potente, ora e sempre.
Amen.
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