P. LEONE ROSATO - San Francesco Grande - Padova

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IL RITORNO 1914-2014
Padre Leone Rosato (1972-1986)
 
Padre Leone Rosato al suo arrivo in parrocchia si mette subito al lavoro e il suo impegno si esplica nel dare inizio a un corso biblico per adulti, con la collaborazione di alcuni confratelli del convento di San Francesco. Con occhio attento guarda alla gioventù, che egli sollecita a partecipare ai gruppi di preghiera e di riflessione sul Vangelo, che si tengono con orario fisso, nell’oratorio di Santa Margherita.
Per far sì che ogni parrocchiano conosca con precisione temi e modi delle molteplici attività parrocchiali, culturali, ricreative, musicali, catechismo, incontri biblici, realizza in un nuovo formato un ciclostilato con cadenza settimanale, in distribuzione gratuita, che fa avere ai parrocchiani e non-parrocchiani, purché interessati.
Padre Domenico Damini, collaboratore del parroco Leone Rosato, che sarà in seguito membro per il triennio 1977-80 della commissione diocesana per la liturgia e la musica sacra, fa nascere, con l’aiuto di Alessio Radon, ospitato nel convento di San Francesco mentre si dedica allo studio d’organo presso il conservatorio di Padova, un coro, I Giullari di san Francesco, aperto a parrocchiani e non-parrocchiani, giovani e meno giovani, che avrebbe accompagnato le celebrazioni liturgiche, ma che sarebbe stato aperto anche a inviti in tutta la regione.
Vengono organizzate pure lezioni di musica per flauto dolce e pianoforte, grazie alla disponibilità di una parrocchiana assai volonterosa, diplomata al conservatorio Cesare Pollini di Padova, dove ora è docente, Maria Nevilla Massaro. E tutto questo avviene per realizzare il messaggio francescano di carità e servizio a beneficio del prossimo in tutte le sue forme.
Nel dicembre 1973 la parrocchia si attiva per un progetto che a tutti sta a cuore: il restauro del grande organo collocato nella zona absidale. Viene aperta una sottoscrizione, una mostra-mercato con quanto generosamente offerto dai parrocchiani, e pure una lotteria con “ricchi premi”. Il primo premio è una pelliccia offerta da un laboratorio di pellicceria della zona! Inoltre vengono organizzate una proiezione al cinema Excelsior “a offerta libera” e una rappresentazione teatrale nella chiesa di San Francesco dal titolo Mistero Gaudioso della compagnia Teatro ’70 guidata da Cornelia Mora Taboga e accompagnata dal coro I Giullari di san Francesco diretti da frate Domenico Damini.
Bisognerà arrivare al 25 maggio 1975 per assistere al concerto inaugurale dell’organo restaurato.
Nel gennaio ’74 si forma il Gruppo giovanile d’arte San Francesco che inizia la sua attività con un’esposizione in una sala del patronato maschile.
Padre Leone non dimentica i poveri e i parrocchiani in difficoltà. Ed ecco venir loro in aiuto con pacchi-dono e con quanto ricavato da una pesca di beneficenza.
Il 18 marzo il vescovo Girolamo Bortignon impartisce la cresima in San Francesco Grande come primo momento dell’Anno Santo per l’acquisto dell’indulgenza giubilare, momento molto sentito dai parrocchiani che affollano la chiesa, partecipando con la preghiera e il canto liturgico. Molti parrocchiani partecipano pure al pellegrinaggio a Roma con udienza papale.
Nella Sala della Carità padre Leone organizza alcuni incontri sull’attualità del messaggio di san Francesco. Nella sala della Scuola della Carità si svolgono pure saggi musicali tenuti da maestri e studiosi del conservatorio Cesare Pollini di Padova.
Per stimolare maggiormente l’attività sportiva viene deciso dal consiglio direttivo di iscrivere la squadra giovanile di pallacanestro al Centro sportivo italiano (Csi), ottenendo così la possibilità di partecipare ai tornei.
Il 23 giugno 1974 viene celebrata una giornata di ringraziamento per il 25° anniversario dell’ordinazione a vescovo di Padova di mons. Bortignon e la parrocchia di San Francesco si unisce alla diocesi per le celebrazioni in duomo. I ragazzi e i giovani nei mesi estivi hanno partecipato con entusiasmo a campi-scuola, in turni organizzati, con la guida e l’assistenza religiosa di padre Olivo Pillon nella casa alpina di Rocca Pietore, voluta e realizzata per i giovani della parrocchia.
A gennaio ’76 viene introdotta una novità nella celebrazione della messa domenicale delle ore 12: essa sarà animata dagli universitari cattolici della parrocchia, residenti o domiciliati in zona.
Padre Leone, per tenere aggiornate le famiglie sulle tematiche e problematiche del momento, organizza a febbraio alcuni incontri sul nuovo diritto di famiglia, sul dilagare della droga e della pornografia, invitando competenti relatori a trattare tali argomenti.
A marzo avviene il trasferimento di sede per tutte le classi di catechismo nei locali del patronato maschile in vicolo Santa Margherita, decisione presa per favorire i bambini nel gioco.
Il 2 maggio ’76 padre Leopoldo viene proclamato “beato” dal papa Paolo VI e anche i parrocchiani di San Francesco sono presenti in piazza San Pietro per la cerimonia.
Molte delle sue energie padre Leone Rosato le spese per sollecitare l’avvio dei lavori di ripristino della Sala della Carità, dopo il 6 maggio 1976, quando la terra tremò. Purtroppo la Sala della Carità subì danni che preoccuparono la Soprintendenza ai monumenti che aveva provveduto a ordinare la chiusura della sala stessa.
L’anno 1977 si apre con la professione religiosa di frate Giuseppe Castell0, della fraternità di San Francesco e nello stesso anno a ottobre, in occasione della Giornata missionaria, la parrocchia dà il saluto durante la messa della domenica ai coniugi Salvatore e Ornella Sonessa in partenza per l’America Latina. L’anno dopo, nel maggio ’78, avviene l’ordinazione sacerdotale di frate Camillo Bianchin, della segreteria delle missioni e in giugno di frate Attilio De Zajacomo che per cinque anni è vissuto nel convento di San Francesco compiendo gli studi di teologia e collaborando sempre con la parrocchia.
L’impegno missionario ha sempre caratterizzato l’apostolato della famiglia francescana. Il bollettino parrocchiale del 1981 annuncia che i frati missionari francescani veneti, che da 25 anni curano i lebbrosi di Cumura nella Guinea Bissau, sono riusciti a realizzare un ospedale per i malati di lebbra, una casa per i figli dei lebbrosi e un villaggio per quanti sono guariti dalla lebbra.
Molti francescani missionari hanno dato anche la loro vita, come padre Cosma Spessotto, missionario francescano veneto ucciso in San Salvador, che viene commemorato in giugno dalla comunità di San Francesco.
A settembre un altro figlio della parrocchia, padre Renzo Caravello, è in partenza per la sua missione e i parrocchiani gli danno il loro affettuoso saluto durante la messa parrocchiale.
La fatica congiunta di più associazioni porta alla pubblicazione, nel maggio 1981, di un volumetto, Un monumento da salvare, a cura di Gabriele Coltro, corredato anche da preziose foto del ciclo pittorico interno: «Nonostante il progetto di restauro sia stato approvato già nell’ottobre 1976 – dice il parroco nella premessa al fascicolo – il nulla osta per renderlo esecutivo tarda ancora a giungere. Si ha notizia di uno stanziamento... ma del mandato nessuna traccia. Di questo passo, quei soldi non basteranno nemmeno per girare la chiave nella toppa della porta d’ingresso».
Padre Leone organizza per la parrocchia diversi pellegrinaggi ai luoghi e ai santuari francescani: nel 1977 ad Assisi e nella Valle Reatina per ricordare il 750° anniversario della nascita di san Francesco; nel 1979 e nel 1980 pellegrinaggio in Toscana per celebrare il sesto centenario della nascita di san Bernardino da Siena; nel 1981 organizza un pellegrinaggio a Norcia, Cascia e Assisi presente anche il papa Giovanni Paolo II.
Nel 1982, per celebrare l’ottavo centenario della nascita di san Francesco, vengono organizzate molte manifestazioni. A gennaio un recital dal titolo San Francesco, un uomo che ha capito la vita a cura di un gruppo di giovani. A febbraio una conferenza su “Le origini del francescanesimo”del professor Raoul Manselli dell’Università di Roma e a maggio molte sono le iniziative.
Innanzitutto viene organizzato il pellegrinaggio francescano a Foligno, Montefalco, Assisi e Perugia al quale partecipano numerosi parrocchiani. Nell’oratorio di Santa Margherita viene inaugurata una mostra dal titolo “Omaggio a san Francesco”; nel chiostro del convento viene inoltre allestita un’esposizione di disegni, realizzati dai ragazzi che hanno partecipato al concorso nazionale indetto dal giornalino Il Messaggero dei ragazzi. Una rappresentazione-concerto «di alto livello artistico e di alta spiritualità», come la definisce padre Leone, chiude le manifestazioni di maggio: il coro de I Laudesi di Vicenza esegue in chiesa una rassegna di laudi antiche con la collaborazione del coro San Francesco d’Assisi che illustra “Le Divozioni di san Francesco”.
La celebrazione ufficiale dell’ottavo centenario francescano avviene il 4 ottobre ’82 nella messa delle 12 alla presenza del vescovo Filippo Franceschi.
Spetta a padre Leone Rosato, coadiuvato dai suoi collaboratori frate Olivo Pillon e frate Domenico Damini, l’aver rilanciato la Cattedra francescana che anche nel passato aveva promosso numerose iniziative. Padre Leone Rosato, fondatore dell’Associazione francescana di Padova, promuove con un gruppo di studiosi e ricercatori di prestigio, accomunati dall’ammirazione per san Francesco, della sua vita e dell’attualità del suo messaggio di carità e servizio nei confronti dei bisognosi, una ricerca storico-architettonica sull’arte francescana nel complesso di San Francesco Grande. Tale ricerca porterà alla realizzazione di un volume di gran pregio, che vedrà la stampa nel 1983, (edizioni Signum), strumento tangibile per ricordare degnamente l’ottavo centenario di san Francesco.
L’anno ’82 segna anche molti avvenimenti che coinvolgono tutta la diocesi: il 7 marzo 1982 il vescovo Girolamo Bortignon conclude la sua missione pastorale e in questa occasione padre Leone invita tutti i fedeli della parrocchia a partecipare alla solenne concelebrazione in cattedrale per manifestare al vescovo, insieme alla diocesi tutta, la gratitudine per i 33 anni di servizio episcopale. Proprio alcuni giorni dopo, il 20 marzo, il vescovo sarà a San Francesco per amministrare la cresima ai ragazzi della parrocchia.
Il 28 marzo 1982 la diocesi dà il benvenuto al nuovo vescovo, Filippo Franceschi, con una solenne cerimonia eucaristica di inizio servizio pastorale in duomo.
Dopo una lunga parentesi di sospensione degli incontri, il 31 maggio 1983 viene nuovamente riunito il consiglio parrocchiale, per un programma di catechesi e di organizzazione del patronato con molteplici attività (espressione teatrale, ginnastica artistica, ginnastica per signore, pallacanestro, yoga) curate da volontari della parrocchia e da esterni.
Una particolare cura viene riservata agli anziani che richiedono attenzione e assistenza, basti pensare che sono ben 243 le persone sopra i 65 anni di cui 61 vivono soli.
Ed è per questo che viene creato il centro sociale nei locali dell’ex patronato femminile, con lo scopo di accoglierne almeno una parte, in due pomeriggi alla settimana, per incontri ricreativi, di svago, un thè in amicizia... Anima di questa’opera è un’abilissima e molto generosa parrocchiana, Attilia Minghini, che tuttora collabora con la parrocchia, anche in attività di segreteria, di collegamento e di “memoria storica” essendo presente e attiva fin dai tempi in cui era parroco padre Mariano Girotto.
Un grande evento segna il mese di settembre ’82 : la visita del papa Giovanni Paolo II a Padova in ricordo dei 750 anni della morte di sant’Antonio. Nell’incontro con il clero e i religiosi della diocesi al Santo sottolinea come sant’Antonio in tutto l’arco della sua esistenza terrena fu un uomo evangelico ed è questo che lo distingue nel panorama tanto vasto della santità cristiana.
Un altro significativo evento caratterizza l’anno 1983: l’apertura dell’Anno Santo che avverrà contemporaneamente in tutto il mondo il 25 marzo 1983. In preparazione, padre Leone organizza varie attività di tipo religioso, culturale e artistico-musicale e invita i parrocchiani alle messe quaresimali che si svolgono a San Francesco e all’ascolto della predicazione di padre Ronzoni e alla partecipazione ai concerti dei “Giovedì musicali” del mese di marzo. Sollecita i suoi fedeli a partecipare alla catechesi quaresimale che il vescovo tiene ogni settimana in cattedrale anche in preparazione al congresso nazionale eucaristico.
Un nuovo notiziario, Il Giornale della comunità, viene inviato a tutte le famiglie e abitanti della parrocchia: «È bello, fatto bene, ha bellissime fotografie, ha un solo desiderio: farsi leggere!» dice padre Leone. A settembre la parrocchia partecipa al pellegrinaggio diocesano a Roma, per ringraziare il papa della sua visita nella nostra città.
In occasione del 20° anniversario della morte di papa Giovanni (3 giugno 1963), mons. Loris Capovilla, che era stato suo segretario, presenta il volume di papa Giovanni Ite, missa est.
Per raccogliere fondi per il restauro della Sala della Carità viene organizzata un’asta di quadri di noti artisti padovani e non padovani da parte del circolo artistico Città di Padova.
Padre Leone, sempre attento alla collaborazione e interazione con la comunità cittadina, ha iniziato, nel mese di ottobre, nella ricorrenza francescana, la tradizione dei concerti d’organo, nella chiesa di San Francesco, tenuti da maestri del conservatorio, concerti sempre molto apprezzati.
Nel 1984 le celebrazioni dell’Anno Santo si svolgono per tutte le parrocchie il primo aprile a Santa Giustina e in preparazione padre Leone informa i parrocchiani che si sta organizzando un’iniziativa di catechesi e di evangelizzazione nelle famiglie da parte dei sacerdoti della parrocchia. Il Giubileo diocesano delle famiglie si svolgerà poi il 19 febbraio presso la basilica del Carmine.
A novembre viene aperta la cappella penitenziale presso la chiesa di Santa Margherita, «per favorire – come dice padre Leone — l’uso del sacramento della penitenza e offrire un servizio di direzione spirituale».
L’11 gennaio 1985 scompare padre Mariano Girotto. Per ricordare degnamente la sua presenza a San Francesco, durante la messa di trigesimo viene presentata a tutta la comunità un’iniziativa che ne perpetui degnamente il nome e l’azione: si propone di creare la Fondazione Padre Mariano. Il denaro raccolto verrà devoluto o per l’adozione di un aspirante francescano o per l’adozione di un seminarista diocesano o per l’attività missionaria tramite padre Renzo Caravello, o quale contributo alla costruzione della cappella delle Clarisse di Montegrotto o concorso alle spese per il restauro della cappella di San Francesco della chiesa parrocchiale.
Due eventi importanti si registrano a febbraio ’85: viene inaugurata la sala di lettura, gestita dal centro documentazione e studi Marco Salizzato nei locali dell’ex-patronato femminile e inoltre prende avvio una grande iniziativa dell’Associazione culturale francescana di Padova: la “Mostra internazionale del documentario sull’arte” che, patrocinata dall’Unesco, vede il concorso di 16 nazioni.
Nel giornale della comunità di febbraio ’85 padre Leone informa tutte le famiglie che nei locali del centro sociale verrà organizzato un mercatino con vendita di oggetti d’ogni tipo per contribuire alle opere di beneficenza.
Un’altra novità riguarda la messa domenicale delle ore 12 che sarà accompagnata da organisti di fama che si alterneranno ogni domenica per «elevare gli animi dei presenti a una migliore partecipazione» come dice padre Leone nel bollettino.
A maggio la Giornata missionaria francescana offre l’occasione di ricordare una stupenda figura di missionario francescano veneto, scomparso di recente: mons. Fulgenzio Pasini, vescovo missionario in Cina per 30 anni e altri 30 come “orante” presso il santuario dell’Agonia in Terra Santa.
Sempre a maggio, in un luogo alquanto significativo e cioè nel salone di rappresentanza di palazzo Giusti, si tiene un concerto dell’ensemble Vivaldi dei Solisti Veneti con direzione del maestro Claudio Scimone, in onore e ricordo degli ex-detenuti della banda Carità che in quel palazzo subirono tante torture, sorretti solo dall’impegno umanitario di padre Mariano.
Necessitando la casa alpina di lavori di ampliamento e di adeguamento, si è studiato un ampliamento tale da offrire ospitalità anche ad adulti e piccoli nuclei familiari. Ed è subito partita una colletta e un apprezzatissimo mercatino “pro casa alpina” con generosi doni di parrocchiani e non-parrocchiani. Il 30 giugno 1985 viene celebrata con una grande festa il 25° dell’inaugurazione della casa di Rocca Pietore.
Il 30° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di padre Leone Rosato, il 21 giugno, per espresso desiderio dello stesso viene festeggiato in semplicità “francescana”.
La ricorrenza francescana più importante, il 4 ottobre, viene festeggiata anche con una marcia non competitiva per le vie della città, animazione in patronato, con la benedizione nel chiostro degli animali, fedeli amici dell’uomo, e infine con una cena conviviale della comunità parrocchiale con la partecipazione di tutti e con l’organizzazione preziosa di Attilia.
Con domenica 13 ottobre il vescovo mons. Franceschi dà inizio ufficialmente alla prima visita pastorale in cattedrale e padre Leone invita i parrocchiani a partecipare numerosi all’incontro con il nuovo vescovo.
L’anno 1986 inizia con le solenni celebrazioni per il primo anniversario della morte di padre Mariano Girotto. Alla presenza di autorità civili e religiose viene inaugurata e benedetta la cappella restaurata di San Francesco cui segue lo scoprimento di una lapide-ricordo e di un busto bronzeo di padre Mariano.
Continua l’attività del mercatino negli ambienti del chiostro per raccogliere fondi per l’allestimento delle sale del centro sociale.
In occasione della Giornata missionaria francescana per tutte le domeniche di maggio viene proposta una pesca di beneficenza il cui ricavato andrà a favore delle missioni francescane del Veneto. Inoltre si festeggiano i 60 anni dell’ordinazione sacerdotale di padre Stefano Billò, missionario in Cina e poi nell’America Centrale e in Canada.
Padre Leone dà il grande annuncio dell’incontro dei capi delle religioni nel mondo ad Assisi per una preghiera universale di pace, fortemente voluto dal papa e avvenuto il 27 ottobre 1986.
Il 22 settembre padre Leone invia una lettera ai parrocchiani, riprodotta alla fine del presente capitolo, per informarli del suo trasferimento a Verona presso il convento di San Bernardino, deciso dai superiori della Provincia veneta dei frati Minori, per motivo di insegnamento.
Domenica 5 ottobre 1986 nel corso della solenne concelebrazione, padre Leone si congeda dai suoi parrocchiani che ha guidato per ben 14 anni. 
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